#vitassociativa

17.07.2015

Ricerca, formazione e riconoscimento sono i 3 pilastri su cui costruire gli osteopati del futuro, fattori cardine che si alimentano reciprocamente per elevare il ruolo dell’osteopatia italiana a professione non medica in grado di offrire prestazioni di alto livello qualitativo che contribuiscano alla prevenzione, promozione, cura e mantenimento della salute.

Proprio sul tema del riconoscimento, con una lettera del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si è aperto il Primo Congresso Nazionale del ROI “L'osteopatia in Italia: dalla formazione al profilo professionale”, appuntamento di aggiornamento, formazione e confronto che ha visto coinvolti oltre 150 professionisti. Un messaggio, quello del Ministro, di sincero apprezzamento per l’impegno profuso dal Registro degli Osteopati d’Italia nell’approfondire le problematiche sull’osteopatia e per le iniziative realizzate per giungere al riconoscimento come professione sanitaria. Con le sue parole la Lorenzin ha voluto ribadire “l’esigenza di regolamentare in Italia l’osteopata come professione sanitaria sulla base della constatazione dell’aumento significativo dell’esercizio della professione supportato da una sempre più crescente richiesta da parte del cittadino. L’assenza di un quadro normativo di riferimento ha, purtroppo determinato il proliferare di corsi di studio non idonei a formare personale qualificato, con possibili rischi per i pazienti”.

Un’esigenza, quella del riconoscimento, che trova riscontro anche a livello internazionale sin dal 1977 quando il Parlamento Europeo, prendendo atto della diffusione delle Medicine Non Convenzionali, approvò la Risoluzione n. 75, del 29 maggio in cui si evidenziava la necessità di «garantire ai cittadini la più ampia libertà possibile di scelta terapeutica, assicurando loro anche il più elevato livello di sicurezza e l'informazione più corretta sull'innocuità, la qualità, l'efficacia di tali medicine». Successivamente, nel luglio del 1999 il Consiglio d'Europa ribadì questo concetto con un'altra Risoluzione la n. 1206 del 4 novembre 1999, dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, invitando gli Stati membri a svolgere un'attività di regolamentazione per le MNC in modo da poterle inserire a pieno titolo nei servizi sanitari nazionali. Nel 2006 per la prima volta le MNC sono state incluse nel «Settimo programma quadro per lo sviluppo e la ricerca 2007-2013», approvato dal Parlamento Europeo.

La nostra richiesta di istituire una nuova professione sanitaria è finalizzato non alla tutela di un interesse privatistico ma punta a far prevalere la tutela dei cittadini, di tutti coloro, sempre più numerosi, che scelgono di beneficiare dei trattamento osteopatici” ha commentato nel suo discorso di apertura del Congresso Paola Sciomachen, Presidente del Registro degli Osteopati d’Italia.

I dati Istat (settembre 2012 – giugno 2013) non fanno altro che rafforzare questa necessità. fotografando una realtà in espansione che vede oltre 2 milioni di italiani avvalersi delle terapie manuali.

 

Un aspetto decisivo è quello della formazione: “La collaborazione con le Scuole di osteopatia ha permesso di raggiungere alti standard, anche sul fronte della ricerca clinica. Non basta. La competenza professionale è qualcosa di necessario che va coltivato e rafforzato nel corso degli anni in un continuum che parte dalla formazione scolastica e porti ad uno sviluppo professionale continuo”.

Per approfondire il tema della formazione potete leggere l’intervista che abbiamo fatto al Prof. Fabrizio Consorti nella rubrica #oggiparliamocon di questo mese.

 

Terzo ed ultimo pilastro è la Ricerca, tema fondamentale per sviluppare quelle evidenze scientifiche necessarie da un lato a dimostrare l’efficacia dell’osteopatia in nuovi campi, dall’altro ad accrescere le conoscenze.

 

Diversi studi scientifici sono stati oggetto di confronto nella due giorni congressuale romana, a conferma che la ricerca in osteopatia, in Italia e nel mondo, nel corso dell’ultimo decennio ha fatto notevoli passi in avanti, anche grazie al contributo indispensabile dei Soci ROI. Tra i tanti lavori, il Comitato Scientifico, presieduto dal Prof. Nicola Vanacore e composto dal Prof. Fabrizio Consorti, dai membri del Consiglio Direttivo e della Commissione Ricerca del ROI, ha premiato Alice Mori.

Gli atti del Congresso saranno a breve pubblicati sul nostro sito.

Conclusi i lavoro in aula, si è svolta l’annuale Assemblea dei Soci ROI, occasione per fare un primo bilancio, non solo economico, di quest’anno. Da maggio 2014 il ROI ha cambiato volto con il restyling del logo e un nuovo sito internet; sono state sottoscritte nuove convenzioni per dare vita alla tessera ROI; è stato attivato il servizio SBBL per facilitare l’aggiornamento scientifico a tutti i Soci; è iniziato il programma di riduzione della quota associativa, di cui avete avuto un piccolo riscontro quest’anno; è stata avviata una nuova fase di comunicazione del ROI, con voi soci attraverso questa newsletter e la pagina Facebook ufficiale del ROI, coi media attraverso un ufficio stampa; sono state raccolte oltre 26.000 firme per la petizione a favore del Riconoscimento; sono stati organizzati i primi incontri delle Macro-Regioni; abbiamo concesso il patrocinio e il supporto a Monica Priore e al suo progetto “Volando sulle Onde della Vita” e molto altro ancora.

Tutto questo è stato fatto con un significativo risparmio, sul bilancio dell’Associazione, che sarà reinvestito su nuove attività: in primis sullo studio di un progetto di fattibilità sulla salvaguardia delle scuole che erogano una formazione di qualità; su un’ulteriore riduzione della quota associativa; sull’implementazione dell’attività di comunicazione e su corsi di aggiornamenti gratuiti; nonché sugli eventi Macro Regione. Abbiamo inoltre in cantiere il progetto di ricerca sul censimento degli osteopati in Italia, dato importante per dare ancora più enfasi alle nostre richieste a livello politico-isituzionale.